Ho cominciato scrivendo. Da ragazza riempivo pagine con quello che provavo e pensavo, perché avevo bisogno di tirarlo fuori e metterlo su carta. Poi mi sono innamorata delle immagini: un'inquadratura, una musica, un colore, una scena che porta un'emozione senza bisogno di spiegarla.

Il design nasce dallo stesso posto. Per me un brand è quello che sei, messo in forma: quello che le persone pensano di te prima di conoscerti, la prima cosa che viene loro in mente quando non ci sei. Per questo tengo tanto a come le cose si presentano, e alla prima impressione.

La psicologia è l'altra metà del mio lavoro. Sono al terzo anno di una laurea triennale doppia all'Università di Perugia, in Filosofia e in Scienze e Tecniche Psicologiche, e a Roma mi sono formata alla SEF, la Scuola Europea di Psicoterapia Funzionale fondata da Luciano Rispoli, dove ho frequentato un master triennale. Nel modello funzionale mente e corpo non sono separati ma sono una cosa sola. Voglio capire perché le persone pensano, sentono e agiscono come fanno, me compresa. Per me il cinema è la stessa ricerca: andare a fondo di un personaggio, delle ragioni dietro una scelta.

Il filo d'acciaio nasce da qui. Perché il mio trisnonno è partito per l'America? Cosa ha provato lì? Perché ha scelto di restare e di portare con sé la famiglia? Mi piace raccontare storie umane vere, restando fedele a quello che è successo davvero. Ma mi piace anche spaziare in altre emozioni: The Silent Echo è un cortometraggio noir, fatto di silenzio e di mistero. Tra le registe che mi ispirano c'è Nicole Conn, per come riesce ad arrivare in fondo all'esperienza umana, a come pensiamo e sentiamo.

Per me contano l'onestà, l'umanità e la libertà. Mi piace lavorare dove mi porta una storia: se un documentario mi chiama a New York, o altrove, voglio poterci andare.

Accanto ai miei progetti, sono disponibile per lavori su commissione per brand, aziende ed eventi. Se hai una storia da raccontare, parliamone.